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L'inflazione rialza la testa in ottobre (+2,1% annuo)
di Michele De Gaspari
La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,4% la
variazione mensile dei prezzi al consumo e al 2,1% quella tendenziale in
ottobre, che risale così dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri
centrali del 2007, non più toccati dal 1999. I rincari dei prodotti
alimentari, delle tariffe energetiche e dei trasporti, a causa del caro
petrolio in parte bilanciato dall'apprezzamento dell'euro, si
accompagnano ad aumenti stagionali (abbigliamento, istruzione, alberghi
e ristoranti), in un contesto di ridotta vivacità della domanda, mentre
l'indice armonizzato (2,3% annuo) dell'Italia si conferma al di sotto
della media dei tredici paesi di Eurolandia (2,6%).
Continua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e
alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si
trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari
delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi
capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e
servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel
corso dei primi tre quarti del 2007, con le conseguenti oscillazioni
intorno al 2% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata sotto
il 2,0% nella parte finale del 2006. Negli anni precedenti l'evoluzione
dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando
una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo già
per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o
regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento
dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati
hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi
distributive a valle.
La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del
confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è
accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte
del 2008, il risultato di un graduale assestamento dell'inflazione verso
il 2% tendenziale annuo, peraltro favorito dalla modesta dinamica dei
consumi delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi
non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende
probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale,
a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe
(elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza
trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio
nei periodi precedenti).
L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat,
che dal gennaio 2005 coincide con rilevazioni delle grandi città - ha
messo in evidenza in ottobre una variazione mensile pari a +0,4% e al
2,1% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di zero e
dell'1,7% in settembre. Con il risultato di ottobre si registra, dunque,
una nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta
inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la
seconda parte del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi
avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto
euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di
una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche,
sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti
regolamentate (canoni, lotterie).
Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro
incerto, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio.
Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi
intorno al 2%, con un possibile riaccendersi di qualche tensione sui
listini delle imprese. La crescita tendenziale dei prezzi si è
confermata, in particolare, sopra il 2% nella media del 2006 (pari al
2,1%), così come nel quinquennio 2000-2004 e a fronte dell'1,9%
registrato nel 2005. L'inflazione media annua si è attestata al 2,2% nel
2004, al 2,7% nel 2003, al 2,5% nel 2002, al 2,7% nel 2001 e al 2,5% nel
2000. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di ottobre
(intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati)
saranno resi noti dall'Istat il prossimo 14 novembre.
(tratto da IlSole24Ore.com:
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